Wanderlust Collection

Quell’inarrestabile desiderio di vagare, scoprire, racchiuso in una semplice t-shirt customizzata a mano. La wanderlust collection vuole trasmettere abitudini e tradizioni di una particolare cultura, rappresentata dalla stoffa che ne rievoca gli aspetti più intimi e caratteristici. Ciò è possibile grazie ad una scelta accurata delle fantasie dei tessuti e all’utilizzo di alcune pregiate stoffe, talvolta realizzate con le tecniche più tradizionali.
Wearing cultures.

America

comicsLe origini del fumetto si fanno risalire al personaggio di Yellow Kid creato dal disegnatore statunitense Richard Felton Outcault e pubblicato a partire dal 1895 sul supplemento domenicale del New York World.
È a partire dagli inizi degli anni Trenta, quando le attività di svago non erano molte, che la lettura diviene la prima forma di intrattenimento. Le riviste pulp e le strisce di fumetti sui quotidiani capitalizzarono il sentimento pessimista di quegli anni proponendo una serie di eroi in grado di tenere testa a questa folta schiera di criminali e in grado di ridare fiducia ad una popolazione scossa.

I supereroi nascono infatti dal sogno americano dell’individualità eroica; un uomo solo contro ogni avversità, sia che si tratti di forze della natura, di invasori esterni o di governi corrotti. Le creature dei fumetti riflettono esattamente il carattere americano. È in quel clima immediatamente successivo che si sviluppò l’idea di un nuovo tipo di eroe, forte e veloce a livelli sovrumani, invulnerabile e proveniente da un altro pianeta.

Giugno 1938. Superman fece la sua prima apparizione sul numero 1 di Action Comics.
Maggio 1939. Viene creato Batman, destinato a diventare un’icona di enorme impatto nella cultura pop americana.
Si può dare inizio a quella che viene definita la Golden Age dei fumetti.

Travel

travelWANDERLUST – Da Wandern (vagare, errare) e Lust (desiderio).
1819 – Prima attestazione. Risale alla poesia Die drei Quellen (“Le tre fonti”) di Friedrich Rückert.
1902 – Primo uso documentato del termine in inglese.
Avvenne come riflesso di quella che fu poi vista come una predilezione tipicamente tedesca di “esplorare/girovagare” (wandering) che potrebbe essere fatta risalire al romanticismo tedesco e al sistema di apprendistato tedesco, così come all’abitudine adolescenziale del “wanderbird”, alla ricerca di un’unione con la natura.

Marocco

BroccatoI tessuti broccati hanno origine molto antica e si ritrovano in ogni contesto storico e culturale. Tessuto prezioso sia per il materiale, sia per la complessità della lavorazione era esclusiva dei nobili, del clero e dei regnanti. Centri di produzione di broccato in Italia sono stati Venezia, Firenze, Genova e Milano; tuttavia questo tessuto ha un legame particolare con la Sardegna, dove viene utilizzato per realizzare gli abiti della tradizione popolare e i colori utilizzati sono legati alla fase della vita di chi indossa l’abito.
Erano il tessitore e un aiutante che nel settecento tiravano manopole e sollevavano licci, intrecciando trame complesse e realizzando i tessuti broccati.
La complessità della realizzazione li rendeva tessuti preziosi sin dal Medioevo, quando i broccati venivano prodotti nell’Impero Bizantino usando lino e lana.
È con l’invenzione del telaio Jacquard che produzione di questi tessuti diventa decisamente più semplice, modificandone si la tecnica ma non il valore. Restano i tessuti preziosi, sia per il tipo e numero di fili usati, sia per la loro complessità.

India

IndiaIl mandala definisce quel simbolo rituale e spirituale, proprio della cultura buddista, che rappresenta la forma di base dell’universo.
La parola “Màndala” può, infatti, tradursi con “cerchio” o “centro” e come tale è una rappresentazione essenziale, geometrica del mondo e del cosmo, potendo così definire il mandala un “cosmogramma”.
Storicamente, i monaci tibetani creavano i Mandala con milioni di granelli di sabbia che includevano a volte gemme e pietre preziose e dopo essere stati disposti su una superficie piatta per giorni, la sabbia veniva raccolta con dei fiori e gettata in un corso d’acqua. La distruzione del mandala, indipendentemente dalla sua preziosità, evidenzia l’impermanenza del mondo materiale e il futile attaccamento allo stesso… la costruzione stessa del Mandala è il risultato di uno sforzo lungo e disciplinato, ma è comunque un lavoro temporaneo.
Tutto frutto di una tradizione orale nata 2500 anni fa

Flowers of China

Flowers of ChinaÈ la Cina, la Madre del giardino, il paese dalla posizione geografica e dall’ampiezza territoriale che permette di farvi trovare piante rare e spettacolari.
L’origine è dovuta alle connessioni tra zone climatiche subtropicali e tropicali, boreali e temperate che hanno fatto si che i fiori cinesi rivestino un ruolo particolare per la cultura del posto.
caratterizzati da colori vivaci, abbondanti fioriture e un gran numero di petali trasmettono un senso di armonia e perfezione.
Il linguaggio dei fiori ha ispirato profondamente l’antica Cina…le loro immagini appaiono come motivi ricorrenti nelle opere d’arte, nella letteratura e nel parlato, così come nei più preziosi tessuti di sete cinesi. Nonostante la loro prevalenza, il preciso significato simbolico dietro ogni fiore rimane una parte molto rispettata, legato alla più profonda cultura cinese.

Fenghuang

FenghuangNella mitologia l’immagine della fenice è da sempre stata caricata di un forte significato simbolico.
L’uccello mitologico è usato fin dall’antichità classica come simbolo in molte culture ma la sua origine iconografica è da rimandarsi a quella cinese, con apporti iranici-centrasiatici.
Già nel 16° sec. a.C. si hanno immagini stilizzate di cinesi che affrontano draghi, Feng, la fenice appunto.
Diversamente dalla tradizione occidentale, in cui la fenice è sempre maschio, al Feng si aggiunge una controparte femminile, Huang. In tal modo il fenghuang risponde alla legge della dualità cosmica, espressa in Cina dai termini polari yin e yang.
Il fenghuang ha una testa piccola, un lungo collo, una perla nel becco, ed artigli da rapace. Le sue piume sono di 5 colori, i 5 elementi: fuoco, acqua, legno, metallo e terra; e nel corpo reca iscritti i 5 precetti fondamentali: la virtù, la giustizia, i riti, l‘umanità, la sincerità.
Rappresentava il potere e la prosperità, tanto da comparire solo alla presenza di un imperatore illuminato o in periodi di pace.
Il così detto uccello scarlatto conteneva le 5 note della scala musicale cinese, non a caso, la fenice è l‘emblema di Nűgua, la prima imperatrice ed inventrice del cheng, uno strumento musicale a fiato a forma, appunto, di fenice.
Simboleggia la bellezza ed è associato anche ai concetti di pace e ordine

Freedom

FreedomDa sempre simbolo di libertà, voglia di viaggiare e di scoperta di nuovi posti e nuove culture, la mongolfiera può anche riferirsi alla forza del vento, dati i suoi movimenti dipendenti da esso. Per i nativi americani quest’ultimo rappresenta non solo la libertà, ma anche l’unità, l’eternità e la solidità; secondo i Navajo, gli Apache e gli Hopi, il vento protegge ed invoca forze proveniente da tutti e quattro i punti cardinali.
19 settembre 1783 – Primo tentativo di volo con una Mongolfiera, realizzato dai fratelli francese Montgolfier che, usando come “passeggeri” una pecora, un gallo e un’anatra riuscirono a volare dentro a un cesto legato ad un pallone con aria all’interno per tre chilometri circa.
21 novembre 1783 – Primo volo in Mongolfiera della storia con persone a bordo sopra la città di Parigi, da Jean-Francois in compagnia del Marchese d’Arlandes.
I fratelli Mongolfier ritenevano che a fare sollevare la Mongolfiera in realtà non fosse l’aria calda all’interno del “pallone” ma bensì un particolare gas che venne chiamato il “gas Mongolfier”. Il merito di comprendere che la Mongolfiera volava semplicemente grazie all’aria calda va riconosciuta allo scienziato Italiano Alessandro Volta. L’immagine della mongolfiera è anche simbolo dell’innocenza e della spensieratezza e non mancano noti riferimenti al mondo letterario, come la rappresentazione delle mongolfiere in una buona parte delle copertine de Il giro del mondo in 80 giorni, di Jules Verne.

Close

Effei Clothing

Wearing Cultures

Close

Sign in

Close

Cart (0)

Cart is empty No products in the cart.

Effei Clothing

Wearing Cultures



Currency