Vestiti che parlano di noi

Scegliere cosa indossare ogni giorno, significa attenersi al vasto assortimento di possibilità che le culture ci offrono, anche quando pensiamo di farlo seguendo lo stile che preferiamo, definito in base ai condizionamenti legati al sesso o al ruolo che abbiamo all’interno della nostra società.
La scelta dei vestiti non è solo una questione di gusti personali, ma anche e soprattutto un rituale che gli esseri umani compiono rispettando codici culturali, valori condivisi e simbologie nascoste.

Parlare di abbigliamento significa quindi riferirsi alla totalità del processo comunicativo che mettiamo in atto col nostro corpo: i vestiti e i gioielli, le acconciature e il trucco così come i tatuaggi o i piercing ci permettono di darci un’identità, riconoscerci e distinguerci.

Il nostro corpo è strumento e metro di misura per comprendere il mondo che ci circonda ma anche per rendere visibili i valori a cui aderiamo. Così i diversi significati che il velo delle donne ha assunto nelle società musulmane, soprattutto nei movimenti femministi islamici, ci mostrano come la scelta di indossare o meno un capo d’abbigliamento significa rifiutare o aderire a paradigmi stabiliti dalla società in cui viviamo.

La variabilità dell’abbigliamento all’interno delle diverse culture è frutto di una complessa elaborazione simbolica strettamente connessa ai valori che gli individui vogliono veicolare, perciò se la moda cambia è sempre segno che qualcosa sta cambiando all’interno della società. A volte questo non solo corrisponde a un cambiamento culturale ma lo anticipa e lo genera.

Basti pensare al ruolo della minigonna nel ’68, che è stata portatrice di un vero e proprio mutamento culturale e oggi assume un significato diverso per chi la indossa.

L’antropologo Daniel Miller, che ha condotto uno studio a Nord di Londra sull’uso dei blue jeans, mette in evidenza come il successo mondiale di questo indumento sia dovuto a diversi fattori; uno tra questi riguarda la sua doppia natura simbolica, che da una parte permette agli individui di sentirsi parte di un mondo globalizzato e dall’altra di conservare la propria personalità, grazie alla loro caratteristica abbinabilità a qualunque altro capo d’abbigliamento.

Vestirsi è dunque una pratica controversa in cui gli individui oscillano tra la volontà di differenziarsi sempre di più e la necessità di identificarsi con altri individui.

Se quindi scegliere i vestiti è un gesto profondamente culturale è vero allo stesso tempo che abbiamo la possibilità di scegliere i valori culturali che preferiamo indossare

Daria Elia
@dashadael

Consiglio di lettura:
Blue Jeans: The art of the Ordinary

Effei Clothing

Wearing Cultures